Emanuele Trevi, acclamato vincitore del Premio Strega nel 2021, insieme ad Andrea Cortellessa, introduce una nuova e affascinante collana editoriale, intitolata "Casa come me". Questa iniziativa editoriale si propone di esplorare le abitazioni di celebri scrittori e artisti non come semplici scenari, ma come veri e propri specchi dell'identità e crocevia di narrazioni personali e collettive. L'obiettivo è quello di superare la percezione delle case d'autore come luoghi musealizzati e statici, per restituire loro la vitalità delle esistenze che le hanno animate, ponendo l'accento sul dinamismo della memoria e sul potere trasformativo degli spazi.
La collana prende il nome dalla celebre espressione di Curzio Malaparte, che descriveva la sua dimora caprese come un manifesto esistenziale. Il progetto mira a far rivivere questi luoghi, solitamente percepiti come cristallizzati nel tempo, rivelando come essi abbiano plasmato le storie, gli incontri e le identità dei loro illustri abitanti. Non si tratta solo di descrivere l'architettura o l'arredamento, ma di scavare nelle tracce invisibili lasciate dal tempo e dalle vicende umane, trasformando ogni casa in un teatro intimo dove la vita si è manifestata in tutta la sua complessità.
I primi due volumi della collana, "Casa come me: Morandi" e "Casa come me: Einaudi", offrono prospettive uniche. Il primo si concentra sulla casa-studio del pittore Giorgio Morandi a Bologna, interpretata da Marco Antonio Bazzocchi, svelando la profonda connessione tra l'artista e il suo spazio creativo. Il secondo volume, esplorato nell'intervista con Trevi, è dedicato alla storica sede dell'editrice Einaudi a Torino, in via Biancamano, raccontata da Paolo Di Stefano. Trevi definisce quest'ultima come un "castello dei destini incrociati", un epicentro culturale dove convergevano intellettuali e idee, dando vita non solo a un prestigioso catalogo editoriale, ma a un vero e proprio laboratorio del pensiero italiano novecentesco.
Durante l'intervista, Trevi ha sottolineato come la scelta di concentrarsi su Casa Einaudi derivi dalla sua natura di luogo dove la metafora della "casa delle idee" si è concretizzata pienamente. Non era interessante descrivere un ufficio qualsiasi, ma un ambiente intriso di storia e di eventi significativi, dove il tempo aveva depositato strati profondi di esperienze. Paolo Di Stefano, con il suo saggio, analizza il ruolo cruciale degli intellettuali e il loro impegno civile che si sono intrecciati tra quelle mura, dimostrando come un luogo possa diventare catalizzatore di pensiero e azione.
Trevi ha poi approfondito la filosofia dietro la selezione degli autori coinvolti nella collana. L'idea è quella di stabilire una sintonia con il progetto, pur riconoscendo che tra l'intento iniziale e il risultato finale esiste sempre una componente imprevedibile. L'ambizione è anche quella di promuovere una forma di saggistica che non rinunci a una spiccata vocazione letteraria, elevando la narrazione dei luoghi a vera e propria arte. Per Trevi, il valore di un'abitazione rispetto a una biografia risiede nella sua capacità di agire come forza centripeta della vita. Laddove una biografia offre informazioni sparse, l'interno di una casa condensa l'esistenza, rivelando il rapporto di una persona con il tempo, gli oggetti, la memoria, le passioni e le ossessioni.
La sua riflessione si estende al concetto di memoria, distinguendo i semplici ricordi dagli "aneddoti" dalla memoria profonda che si dischiude "come un fiore", aprendo finestre di significato sul passato. Questo processo non è statico, ma dinamico, influenzato dal momento presente in cui si guarda al passato. Trevi ha anche discusso la sua concezione del processo creativo, rivelando che il tempo ideale per lui per completare un libro è di nove mesi o un anno, un periodo che consente di mantenere una coerenza emotiva e una prospettiva chiara. La sua scrittura, più che storie, tende a creare ritratti, poiché ciò che lo affascina è l'unicità dell'essere umano e la sua irripetibile combinazione di follia, razionalità, gioia e disperazione.
In sintesi, la collana "Casa come me" è un invito a riscoprire il significato profondo degli spazi abitativi, non come contenitori passivi, ma come entità viventi che influenzano e sono influenzate dalle esistenze umane. Attraverso gli occhi di Emanuele Trevi e i contributi di altri autori, le dimore di figure illustri vengono liberate dalla rigidità museale per rivelare la loro essenza di dispositivi della memoria e di teatri in cui l'identità si forma e si manifesta, offrendo una prospettiva inedita sul legame intrinseco tra uomo e ambiente.